Tra gli interventi incentivati dal Conto Termico 3.0, la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore è probabilmente il più diffuso e il più immediato da valutare, sia per i privati sia per le imprese. In questo articolo vediamo nel dettaglio come funziona l’incentivo per questa specifica categoria di intervento, quali tipologie di pompa di calore sono ammesse e cosa cambia rispetto a un generico intervento di efficientamento.
L’intervento di riferimento: Titolo III.A e III.B
Il Conto Termico 3.0 disciplina la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con pompa di calore sotto due voci distinte:
- Titolo III.A: sostituzione con pompe di calore elettriche o a gas — aerotermiche, geotermiche o idrotermiche — fino a 2.000 kW di potenza termica utile nominale
- Titolo III.B: sostituzione con sistemi ibridi, factory made o bivalenti, a pompa di calore, sempre fino a 2.000 kWt
La distinzione non è solo formale: un sistema ibrido (pompa di calore abbinata a caldaia esistente, con gestione automatica dell’attivazione del generatore più efficiente in base alle condizioni) segue regole di calcolo dell’incentivo leggermente diverse rispetto a una sostituzione integrale con sola pompa di calore.
Quali tipologie di pompa di calore sono ammesse
Il decreto non limita l’incentivo a una singola tecnologia. Rientrano tra gli interventi ammissibili:
- Pompe di calore aerotermiche: prelevano calore dall’aria esterna, sono la tipologia più diffusa per la semplicità di installazione e i costi contenuti
- Pompe di calore geotermiche: sfruttano il terreno come sorgente termica, con rendimenti più stabili durante l’anno ma costi di installazione superiori
- Pompe di calore idrotermiche: utilizzano una fonte d’acqua (falda, corso d’acqua) come sorgente termica, meno diffuse ma efficaci in contesti specifici
Sono ammesse sia le pompe di calore elettriche sia quelle a gas (ad assorbimento), a seconda del contesto impiantistico e della disponibilità di allacci.
Come si calcola l’incentivo
L’incentivo è erogato in conto capitale, fino al 65% della spesa ammissibile per la generalità degli interventi. L’importo effettivo dipende da diversi fattori tecnici — potenza dell’impianto installato, coefficiente di prestazione (COP) della macchina, zona climatica dell’edificio — che determinano il calcolo dell’energia termica incentivata secondo le tabelle e i coefficienti pubblicati dal GSE nelle Regole Applicative del Conto Termico 3.0.
Un aspetto da tenere presente in fase di preventivo: la maggiorazione dell’incentivo prevista per i componenti prodotti nell’Unione Europea si applica anche alle pompe di calore, quindi la scelta del brand e della filiera produttiva può incidere sull’importo finale dell’incentivo ottenibile, non solo sul prezzo di acquisto.
Building automation abbinata: un intervento spesso sottovalutato
Un intervento di sostituzione con pompa di calore è anche l’occasione naturale per valutare un sistema di building automation (Titolo II.F), che a differenza di quanto si potrebbe pensare non richiede necessariamente la sostituzione dell’impianto — ma se i due interventi vengono pianificati insieme, la termoregolazione automatica permette di sfruttare meglio l’efficienza della nuova pompa di calore fin dal primo giorno.
Un errore comune da evitare
Molti richiedenti valutano l’intervento guardando solo al costo della macchina, senza considerare che l’incentivo copre anche le opere accessorie strettamente necessarie: smaltimento del generatore sostituito, adeguamento dell’impianto idraulico, opere murarie strettamente funzionali all’installazione. Un preventivo che scorpora correttamente queste voci permette di massimizzare la base di calcolo dell’incentivo.
Domande frequenti
La pompa di calore a gas è incentivata quanto quella elettrica?
Sì, entrambe rientrano nel Titolo III.A, con criteri di calcolo dell’incentivo specifici per tipologia.
Un sistema ibrido riceve lo stesso incentivo di una sostituzione integrale?
Il calcolo segue regole dedicate (Titolo III.B), generalmente proporzionate al contributo energetico effettivo della pompa di calore nel sistema ibrido.
Serve necessariamente sostituire anche i terminali (radiatori, ecc.)?
Non è un requisito automatico, ma va valutato caso per caso: una pompa di calore rende generalmente al meglio con terminali a bassa temperatura, quindi in fase di sopralluogo tecnico va verificata la compatibilità con l’impianto di distribuzione esistente.
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Fonte normativa: GSE — Conto Termico 3.0.
